L'Ara Pacis a colori
« [Cu]m ex H[isp]ania Gal[liaque, rebu]s in iis provincis prosp[e]re [gest]i[s], R[omam redi] Ti. Nerone P. Qui[ntilio c]o[n]s[ulibu]s, ~ aram [Pacis A]u[g]ust[ae senatus pro]redi[t]u meo consa[c]randam [censuit] ad campam [Martium, in qua ma]gistratus et sac[er]dotes [et v]irgines V[est]a[les ann]iversarium sacrific]ium facer[e decrevit.] »
(Res Gestae Divi Augusti 12-2)
« Quando tornai a Roma dalla Spagna e dalla Gallia [...] compiute felicemente le imprese in quelle provincie, il Senato decretò che per il mio ritorno si dovesse consacrare l'ara della Pace Augusta presso il Campo Marzio e dispose che in essa i magistrati, i sacerdoti e le vergini vestali celebrassero un sacrificio annuale. »
L'idea che i monumenti dell'antichità fossero in marmo bianco deriva dalla perdita dei colori dovuta al passare del tempo ed al gusto neoclassico che ci ha educato ad una visione monocromatica.
In realtà essi erano molto colorati con tinte forti e vivaci che accentuavano gli elementi architettonici.
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